1º Incontro pratico per insegnanti di italiano LS

Il 9 e il 10 maggio scorso, in una Barcellona primaverile e già affollata di turisti, si è svolto il 1º incontro pratico per insegnanti d’italiano LS, organizzato dalla Casa delle Lingue in collaborazione con l’Escola d’Idiomes Moderns della UB.

Adriana Calise, Ilaria Bada, Antonietta Vinciguerra hanno scritto un riassunto delle due conferenze e degli otto workshop che si sono tenuti durante le due giornate. Questa prima parte, intitolata “Uno sguardo alle nuove tecnologie” riassume 3 workshop. Questo primo contributo sul workshop di Claudia Mussano e Marcello Belotti è stato scritto da Adriana Calise, i workshop di Antonella Berriolo e Ana Alfaro invece sono stati riassunti da Antonietta Vinciguerra.

“TIC e suggestioni culturali dal Bel Paese” di Claudia Mussano e Marcello Belotti

Questo workshop ha avuto il merito di offrire ai suoi partecipanti esempi pratici di come sia possibile coniugare elementi solo apparentemente distanti, quali nuove tecnologie e cultura.

Claudia e Marcello, infatti, ci hanno presentato alcuni dei lavori prodotti dai loro studenti, come ad esempio la wiki Ci mangiamo Arcimboldo!,in cui iquadri del pittore rinascimentale forniscono gli ingredienti per la creazione di videoricette;

https://nelmezzodelcammindinostravita.wikispaces.com/Ci+mangiamo+Arcimboldo!

o il blog Parlami d’amore, http://amaldiletteratura.blogspot.com.es

un progetto plurilingue per il liceo italiano di Barcellona sulle parole d’amore da utilizzare per la scrittura cooperativa di una poesia.

Questi esempi sono stati lo spunto per una rapida rassegna su alcune nuove applicazioni che riportiamo qui di seguito. Non avendo affatto la pretesa di essere esaustive in questo spazio, vi invitiamo a sperimentarle in classe e a farci sapere la vostra opinione.

Insomma, tutte queste applicazioni altro non sono se non strumenti al servizio della creatività dell’apprendente e favoriscono il lavoro collaborativo e project based, il cui risultato finale sarà un prodotto che proietterà i nostri studenti fuori dalla loro aula.

Riferimenti bibliografici:

https://docs.google.com/a/mediterrani.com/presentation/d/1ICKMnewF-7-0lxDlbCAYQsoS47A_3u_-jrn2EOxhQDU/edit#slide=id.p

http://es.scribd.com/doc/223388168/TIC-y-Mucho-Mas-Dos-Experiencias-Innovadoras-de-Ensenanza-Del-Italiano

http://enricserrabloc.blogspot.com.es

“L’italiano in tasca: come le nuove tecnologie possono aiutarci a memorizzare” di Antonella Berriolo

Quella lessicale, lo sanno bene i nostri studenti, è una delle competenze che richiede più tempo e più costanza per una sicura acquisizione. Nonostante siano sufficienti circa 2000 vocaboli affinché un principiante possa iniziare a destreggiarsi con una lingua, ne abbiamo bisogno di circa 6000 per muoverci con scioltezza in molteplici situazioni: vale a dire molto impegno e continuità per riuscire ad apprendere e memorizzare una tale mole di informazioni.

Basta riprendere l’argomento studiato già il giorno dopo affinché la curva di ritenzione di Ebbinghaus abbia un’impennata, permettendoci di inviare le informazioni apprese alla memoria a luInoltre, se è vero che dopo una settimana si ricorda solo il 20% di quanto abbiamo appreso, ngo termine. Il problema è dunque il tempo a disposizione per far sì che la nostra mente “trattenga” gli input ricevuti.

Durante il  workshop, Antonella ci ha presentato un ottimo alleato in questo difficile compito, ovvero l’applicazione Quizlet, disponibile sia per Android che per IOS.

Questa permette di creare dei set di cards che associano un’immagine ad una parola o due parole o frasi tra loro, facilitando l’apprendimento del lessico di una lingua straniera. Ognuno di noi può creare il proprio profilo e condividere le cards create, che a loro volta possono essere modificate da altri. Un’ulteriore funzione permette poi di ascoltare la pronuncia delle parole che inseriamo nelle varie cards, implementando anche l’acquisizione della fonetica.

Questa permette di creare dei set di cards che associano un’immagine ad una parola o due parole o frasi tra loro, facilitando l’apprendimento del lessico di una lingua straniera. Ognuno di noi può creare il proprio profilo e condividere le cards create, che a loro volta possono essere modificate da altri. Un’ulteriore funzione permette poi di ascoltare la pronuncia delle parole che inseriamo nelle varie cards, implementando anche l’acquisizione della fonetica.

Inoltre, trattandosi di una app, è facilmente disponibile e a portata di mano in tutti i momenti liberi di cui disponiamo durante la giornata, come ad esempio in metro.

Come creare un set? È estremamente intuitivo, basta cliccare sull’icona relativa oppure importare liste di parole già preparate.

Per usarla in classe, Antonella, che ha già ampiamente sperimentato l’app, consiglia di chiedere ad un alunno di dare alla fine della lezione un set di cinque parole: in tal modo possiamo correggere errori comuni e anche puntualizzare su alcuni termini, oppure creare in gruppo delle frasi con le parole scelte.

È interessante, dunque, applicare Quizlet nell’ambito di un’attività collettiva, non alienante come potrebbe essere l’uso individuale del telefonino.

Un’altra app con caratteristiche simili a Quizlet è Cram, che permette inoltre di aggiungere note alle cards.

Riassumendo, i punti forti di Quizlet e Cram sono:

  • Sessioni brevi e frequenti, anche usando i tempi morti della giornata;
  • Aiuta a far nascere discussioni in classe sulle strategie di memorizzazione (imparare ad imparare);
  • Spinge gli studenti ad essere autonomi e responsabili;
  • Possibilità di mettere in comune le cards tra i colleghi.

Per ulteriori informazioni, vai qui.

“Questa stanza non ha più pareti: applicazioni web 2.0 nella didattica dell’italiano” di Ana Alfaro

Il workshop con Ana Alfaro è partito da una semplice considerazione: se è vero che internet ha eliminato gli spazi fisici, vuoi vedere che Gino Paoli già negli anni ‘60 era un precursore del web 2.0?!? Scherzi a parte, è chiaro che la rete ha cambiato le nostre vite, ma è anche vero che rende possibile mettere in atto facilmente un apprendimento di tipo costruttivista.

Gli scenari di apprendimento sono importanti per ampliare lo spazio di classe potenzialmente all’infinito, uno spazio in cui gli alunni non sono da soli, semplicemente sono senza l’insegnante e così possono diventare autonomi, rinforzando un atteggiamento propositivo.

Il tempo ha dimostrato che la Lim è stata ormai superata, in quanto con i programmi e le app più recenti basta un pc e un proiettore o un telefonino. Vediamo, quindi, come usare in classe alcuni strumenti presenti sul web e come trarne i maggiori benefici, sia per noi che per i nostri alunni.

Facebook

Può essere usato sia come semplice mezzo di informazione (orari, esami, avvenimenti personali, proposte culturali, ecc.) ma anche per lo svolgimento di attività scritte, che poi vengono corrette nei commenti (in maniera pubblica o privata), oppure pubblicando il link ad una pagina di esercizi strutturati da svolgere. Questa rete sociale permette facilmente di tenere d’occhio più gruppi di studenti e di interagire con loro e tra di loro.

Ana ha sottolineato l’importanza di una corretta gestione dell’errore, poiché in un apprendimento via Facebook, è più rilevante la partecipazione che la correzione, che va fatta soprattutto in classe. Di certo, il commento spontaneo e frequente dell’insegnante ci permette di diventare anche tutor online, anche se per assumere questo ruolo sono necessarie delle competenze specifiche. Inoltre, nelle attività didattiche per progetti, Facebook diventa una specie di forum per gestire il progetto.

È perticolarmente utile, quando si aprono gruppi o profili su Facebook, usare un indirizzo gmail a parte, per poter gestire diverse applicazioni con lo stesso indirizzo.

Padlet

Si usa come una lavagna in classe, in cui diverse persone possono lavorare autonomamente o in maniera collaborativa in gruppo. Possiamo inserire testi (e verrà salvato il link), allegare immagini, ecc.

http://it.padlet.com

Un ultimo uso di Padlet che Ana ci ha illustrato prevede la creazione di un vero e proprio “museo personale” da esporre oralmente a lezione.

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